occhi terraLa pratica della Biodanza favorisce la connessione con gli istinti, da sempre al servizio della vita e ripristina gradualmente i nuclei di vincolo affettivo le basi portanti della nostra evoluzione nonché della salute.

Generando campi concentrati di eco-fattori positivi, la Biodanza permette di restaurare le tendenze evolutive innate nell’essere umano, di matrice affettiva, che, nel nostro contesto socio economico, non trovano riconoscimento né tutela.

L’affettività nell’essere umano gioca infatti un ruolo chiave nell’armonica funzionalità del sistema della regolazione emotiva, cui dipende l’unità psicosomatica e l’armonico sviluppo dell’identità, dei potenziali genetici, delle facoltà relazionali, la motivazione e la realizzazione personale. 

La Biodanza incarna concretamente il nuovo modello olistico o sistemico dell’uomo che afferisce alla visione dialogica dell’essere umano che già da un secolo ha messo in luce i termini e delle condizioni elementari funzionali allo sviluppo integrato dell’uomo, in grado di permettere l’espressione piena delle sue potenzialità e di prevenire i disturbi e le disfunzionalità estremamente diffusi nel nostro contesto.

La visione Biocentrica proposta da Rolando Toro, riflette tale modello olistico dell’uomo, e invita a mettere la vita e le condizioni elementari ad essa correlate, al centro di ogni interesse e tutela de parte delle istituzioni sociali e governative

L’attuale paradigma socio economico supportato da potenti apparati mediatici veicola significati e modelli pedagogici incoerenti con la vita e i suoi bisogni, contribuendo sempre più a reprimere i nuclei evolutivi della specie umana. Le prassi legate all’evento nascita, i sistemi educativi, formativi e lavorativi impediscono non solo l’armonico sviluppo identitario ma anche l’espressione delle potenzialità geneticamente preordinate alla vita umana, promuovendo il manifestarsi di disturbi e disfunzionalità legate alla sfera psicosomatica, cognitiva e sociale, ben visibili a tutti. 

I condizionamenti, i tabù e le ideologie non possono più renderci ciechi e impotenti di fronte all’attuale catastrofe antropologica e planetaria. 

I presupposti delle attuali forme del disagio, alimentati da istanze in contraddizione con le esigenze umane più autentiche – individualismo, antagonismo, efficientismo solo per citarne alcune – si innestano infatti, attraverso le relazioni, nella dimensione affettiva ed emotiva dell’individuo, condizionandone (o meglio bloccandone) i processi di sviluppo.

La medicina psicosomatica ha da tempo rilevato come la maggior parte dei malesseri (psichici, organici ed esistenziali) abbiano in comune la stessa origine emozionale.

Il pieno benessere, la realizzazione e la pienezza esistenziale, l’espressione del genio creativo, così come l’empatia, l’amore e la coscienza etica, solo in un contesto di sviluppo idoneo possono trovare compimento.