Biodanza per gruppi di adulti

Biodanza trova applicazione su uomini e donne che desiderano elevare il proprio livello di evoluzione umana, le proprie risorse interiori, ritrovando una nuova pienezza esistenziale.

Le funzioni arcaiche di connessione con la vita stimolate dalla Biodanza, permettono di ristabilire l’unità psicosomatica ed accrescere il proprio benessere emotivo, fisico ed esistenziale, nonché il proprio senso di autoefficacia e le proprie capacità relazionali; ridurre il propri livelli di stress e migliorare i propri potenziali genetici di affettività, creatività, vitalità sessualità e trascendenza.

Biodanza per bambini

Biodanza nelle scuole L’applicazione del Sistema Biodanza nelle istituzioni scolastiche, favorisce l’integrazione e lo sviluppo dei potenziali di ciascun bambino, con particolare riferimento all’espressione affettiva ed emotiva e alle facoltà cognitive, creative e relazionali.

Nella società sempre più complessa ed evanescente qual è quella in cui viviamo, hanno trovato consistenza modelli individualisti e impostazioni talvolta in contraddizione con le esigenze umane più profonde che hanno condotto spesso l’uomo a smarrire i principi basilari della sua stessa esistenza.

L’efficienza, l’iper-attivismo e l’essere “prestanti” sono infatti considerati troppo spesso unici indicatori del valore di una persona un po’ in tutti i campi. Una delle repressioni più radicate e purtroppo “consolidate” nell’odierna impostazione socio-culturale riguarda la sfera dell’affettività e delle emozioni, importanti nuclei della psiche che presiedono allo sviluppo integrato della persona.

Fenomeni sempre più diffusi tra i bambini quali disattenzione, iperattività, impulsività e difficoltà di socializzazione sono il segno tangibile di tale processo di involuzione culturale. Grazie anche ai recenti contributi in ambito neuro scientifico, si è giunti a comprendere l’importanza di un approccio educativo e formativo della persona orientato all’integrazione umana e sociale, che favorisca i processi di sviluppo e i dinamismi intrinsecamente correlati ai suoi bisogni emotivi.

In tal senso la proposta della Biodanza rappresenta un prezioso strumento diretto a stimolare le funzioni  primarie di connessione con gli impulsi biologici e organici, favorendo il processo di integrazione psicofisica.

La Biodanza viene proposta alle istituzioni scolastiche con lo scopo di integrare l’apprendimento e la conoscenza cognitiva con i linguaggi del corpo e dell’emozione e con la finalità di facilitare uno sviluppo globale ed armonico del bambino.

Inoltre tramite una metodologia esperienziale favorisce l’integrazione e lo sviluppo dei potenziali genetici di ciascuno, con particolare riferimento all’espressione affettiva, creativa e alla comunicazione interpersonale. Questa metodologia favorisce e facilita i processi di apprendimento, di comunicazione e di consapevolezza di sé.

Attraverso l’esperienza del corpo, delle emozioni e dell’incontro con gli altri, viene facilitata una sensibilizzazione profonda verso sé stessi, gli altri e l’ambiente esterno. Biodanza si propone di stimolare l’affettività, ristabilendone l’equilibrio e l’integrazione psico-fisiologica. Gli esercizi di Biodanza migliorano inoltre la motricità, la coordinazione e l’equilibrio organico.

Biodanza per anziani

Rolando Toro sostiene che, come il giovane, anche l’anziano racchiuda in sé potenziali cosiddetti “tardivi”, che vengono espressi in un ambiente stimolante. La Biodanza secondo lui costituisce un ambiente affettivamente arricchito che permettono la socializzazione e l’espressione gioiosa delle sue potenzialità.

Biodanza nelle strutture Socio Sanitarie

La proposta di Biodanza come sistema di riabilitazione psico-fisica ed esistenziale complementare ai trattamenti terapeutici convenzionali rappresenta una preziosa risorsa per favorire il processo riabilitativo degli utenti dei contesti socio-sanitari e assistenziali come strutture ospedaliere, comunità o centri di riabilitazione e di recupero, enti per la promozione e l’inclusione sociale.

I corsi di Biodanza in questi ambiti permettono di recuperare la motricità e facilitare la comunicazione affettiva, oltre a favorire l’equilibrio intraorganico e a   elevare l’umore endogeno.

Biodanza in ambito clinico 

Da anni in varie regione italiane sono in corso progetti di Biodanza come supporto ai servizi riabilitativi con:

  • persone con disabilità e difficoltà sensoriali
  • persone affette da Alzheimer
  • adulti e adolescenti nella fase di recupero da tossicodipendenze
  • persone affette da disturbi mentali
  • donne operate di tumore al seno
  • persone affette da disturbi alimentari

Altri corsi sono stati attivati alla fine degli anni 90 per operatori sanitari, educatori, fisioterapisti, fisiatri sia in ambiti ospedalieri che di ASL con l’obiettivo di  ridurre i livelli di stress degli operatori ripristinando un equilibrio psico-fisico ed emotivo, attivare reti di relazioni professionali affettive e creare occasioni di incontro e condivisione di esperienze.

Oltre a  recuperare il valore del linguaggio non verbale si stimola il rinnovarsi delle motivazioni e la spontaneità nell’attività  professionale.

Educatori e Operatori Sociali e Professionisti Sanitari La proposta di Biodanza rivolta a operatori sociali e sanitari, educatori e professionisti della relazione di aiuto, hanno lo scopo di promuovere il benessere personale e professionale, e di migliorare le facoltà relazionali e le competenze della vita emotiva, importanti risorse che consentono di lavorare su sé stessi come strumento privilegiato di rimotivazione e prevenzione del burn-out.

Biodanza nelle aziende e organizzazioni

Definito anche “il nuovo pilastro della retribuzione”, il Welfare Aziendale, uno strumento integrativo rispetto ai tradizionali interventi di retribuzione ed incentivazione, crea valore non solo nel breve ma nel medio e lungo periodo, aumenta il benessere e migliora il clima dell’ambiente lavorativo, consolidando il senso di appartenenza e la condivisione di obiettivi.

Le esperienze in questo ambito hanno portato alla consapevolezza che “la qualità della vita lavorativa” dei dipendenti è strettamente correlata al clima aziendale, alle condizioni favorevoli al loro sostegno psicofisico e ai relativi benefici in termini di valori e produttività. Recenti ricerche sulla gestione aziendale considerano ‘la felicità del dipendente’ un elemento di misura dell’efficacia’ dell’organizzazione stessa, oltre ai tradizionali parametri economico-finanziari, all’immagine e alla relazione col territorio.

Questo approccio ‘sistemico’ si inserisce nel nostro contesto di crisi (economica e del welfare pubblico) e dell’emergere di una sensibilità e attenzione delle organizzazioni e delle imprese alla propria responsabilità sociale.