0e6647b2bf62e70b0d32fc7ec3a6cd19Nella società sempre più complessa ed evanescente qual è quella in cui viviamo, hanno trovato consistenza modelli individualisti e impostazioni in contraddizione con i bisogni elementari dello sviluppo che hanno condotto spesso l’uomo a smarrire i principi basilari della sua stessa esistenza.

Una delle disfunzionalità più diffuse riguarda la sfera dell’affettività e delle emozioni, importanti nuclei della psiche che presiedono allo sviluppo integrato dell’individuo. Fenomeni sempre più diffusi tra i bambini quali disattenzione, iperattività, impulsività e difficoltà di socializzazione sono il segno tangibile di tale processo di involuzione culturale.

Grazie anche ai recenti contributi provenienti dalle neuroscienze si è giunti a comprendere l’importanza di un approccio educativo e formativo orientato all’integrazione umana e sociale, che si prenda cura delle necessità istintuali (da sempre al servizio della vita) intrinseche alla natura umana, al fine di favorire lo sviluppo armonico e integrato dell’individuo. 

Secondo la prospettiva Biocentrica la costruzione della conoscenza concettuale ha origine nell’intelligenza affettiva e in un’epistemologia vivencial. La stimolazione dell’affettività – un bisogno fondamentale dell’essere umano – deve avere la priorià all’interno delle prassi pedagogico familiari e nei programmi educativi. E’ stato visto che la stimolazione dei nuclei arcaici di vincolo affettivo innesca importanti processi di integrazione nerobiologica che presiedono alla costruzione del sistema della regolazione emotiva e dell’unità psicosomatica. 

Nella costruzione del processo di apprendimento è fondamentale infatti “apprendere a sentire” e successivamente apprendere a pensare. Come afferma Rolando Toro “il piacere intellettuale, l’estasi poetica, la passione scientifica, la fecondità creatrice e il dialogo critico incantatore sorgono da un contesto affettivo”.