L’intero sviluppo umano è interamente condizionato dall’affettività. I teorici dell’attaccamento e della psicologia evolutiva hanno dimostrato l’importanza dell’affettività riguardo allo sviluppo integrato dell’individuo. Nei primi mesi di vita le strutture arcaiche di vincolo generano, attraverso il legame corporeo, i processi integrativi di matrice affettiva ed emotiva necessari al consolidamento dei sistemi di comunicazione interni.

Il legame genitoriale – principale veicolo dell’affettività – si configura senz’altro come il fattore di sviluppo primario dello sviluppo in grado di veicolare importanti processi di integrazione neurobiologica. Tali esperienze affettive vengono memorizzate a livello sensoriale – nella cosiddetta memoria implicita – e danno origine alle struttura tattile cenestesica che dirige i processi neurobiologici della percezione.

Le motivazioni che sostengono la nostra esistenza sono di natura emozionale. Le nostre attitudini, la nostra percezione identitaria, i criteri selettivi che sviluppiamo, le capacità cognitive e il giudizio estetico, ci dice Rolando, così come lo stato di salute, sono direttamente influenzati dall’affettività.

Le esigenze elementari dello sviluppo che ci caratterizzano soprattutto nella primissima infanzia, sono intrinsecamente correlate a quelle che, nella definizione della Biodanza, Rolando definisce “le funzioni originarie della vita”. Gli impulsi innati di vincolo – di matrice affettiva ed emotiva – hanno il compito fondamentale di innescare importanti processi di integrazione neurobiologica legati allo sviluppo dei nostri potenziali genetici e ciò avviene all’interno del vincolo fusionale che si instaura tra la madre e il neonato. Se tale realtà simbiotica non ha modo di consolidarsi adeguatamente (nel periodo che va dalla nascita al primo anno di vita) tali processi difficilmente potranno edificarsi in modo adeguato.

L’affettività determina pertanto l’armonico sviluppo dell’essere umano a tutti i livelli, fin dalla tappa intrauterina. L’intelligenza e tutti i processi di adattamento all’ambiente esterno e di costruzione del mondo si organizzano sulle esperienze primarie dell’affettività. Rolando a questo proposito parla di “Intelligenza affettiva” definendola non come un tipo speciale di intelligenza, ma la base comune a partire dalla quale si sviluppano le differenti forme dell’intelligenza motoria, spaziale, meccanica, semantica, sociale, ecc.

I percorsi per Genitori hanno l’obiettivo di ristabilire gradualmente la sensibilità tattile-viscerale e i principali meccanismi legati all’integrazione neurobiologica che presiedono al sistema della regolazione emotiva.

La proposta della Biodanza in ambito familiare è finalizzata infatti a riedificare le facoltà istintuali – di natura tattile-viscerale – che consentono l’idonea formazione del legame genitoriale inizialmente di carattere simbiotico-fusionale.

Le funzioni di connessione arcaica – la nostra dimensione istintuale – che governano l’intero sistema della regolazione emotiva  vengono gradualmente ristabilite. In tal modo si ristabilisce l’unità psicosomatica e le facoltà tattili-viscerali che permettono il consolidarsi di un legame empatico e un contatto corporeo adeguati ai bisogni primari del bambino.