Importanti apporti della ricerca biologica, psicologica corroborati da quelli più recenti delle neuroscienze, dimostrano che strutture e funzioni del nostro sistema nervoso si formano a partire dall’esperienza relazionale vissuta nel contesto di crescita. In modo particolare è stata rilevata l’importanza dell’affettività quale “nutrimento” fondamentale dei bisogni evolutivi dei bambini. I sentimenti di amore e fiducia veicolati dall’affettività non sono infatti soltanto funzionali al benessere del bambino, ma innescano infatti importanti processi neurobiologici che edificano le basi portanti del sistema nervoso e del sistema della regolazione emotiva.

Il legame genitoriale si configura senz’altro come il fattore di sviluppo primario dello sviluppo in grado di innescare importanti processi di integrazione neurobiologica. Tali esperienze affettive vengono memorizzate a livello sensoriale – nella cosiddetta memoria implicita – e danno origine alle struttura tattile cenestesica che dirige i processi neurobiologici della percezione.

Le motivazioni che sostengono la nostra esistenza sono di natura emozionale. Le nostre attitudini, la nostra percezione identitaria, i criteri selettivi che sviluppiamo, le capacità cognitive e il giudizio estetico, ci dice Rolando, così come lo stato di salute, sono direttamente influenzati dall’affettività.

Le esigenze elementari dello sviluppo che ci caratterizzano soprattutto nella primissima infanzia, sono intrinsecamente correlate a quelle che, nella definizione della Biodanza, Rolando definisce “le funzioni originarie della vita”. Gli impulsi innati di vincolo – di matrice affettiva ed emotiva – hanno il compito fondamentale di innescare importanti processi di integrazione neurobiologica legati allo sviluppo dei nostri potenziali genetici e ciò avviene all’interno del vincolo fusionale che si instaura tra la madre e il neonato. Se tale realtà simbiotica non ha modo di consolidarsi adeguatamente (nel periodo che va dalla nascita al primo anno di vita) tali processi difficilmente potranno edificarsi in modo adeguato.

L’intelligenza e tutti i processi di adattamento all’ambiente esterno e di costruzione del mondo si organizzano sulle esperienze primarie dell’affettività. Rolando a questo proposito parla di “Intelligenza affettiva” definendola non come un tipo speciale di intelligenza, ma la base comune a partire dalla quale si sviluppano le differenti forme dell’intelligenza motoria, spaziale, meccanica, semantica, sociale, ecc.

I percorsi per Genitori hanno l’obiettivo di ristabilire gradualmente la sensibilità tattile-viscerale e i principali meccanismi legati all’integrazione neurobiologica che presiedono al sistema della regolazione emotiva.

La proposta della Biodanza in ambito familiare è finalizzata infatti a riedificare le facoltà istintuali – di natura tattile-viscerale – che consentono l’idonea formazione del legame genitoriale inizialmente di carattere simbiotico-fusionale.

Obiettivi dei laboratori di Biodanza per genitori

  • Promuovere la consapevolezza dell’importanza del buon contatto, dell’affettività e della sintonizzazione empatica nelle relazioni familiari.
  • Riscattare l’unità psicofisica e l’armonica funzionalità del sistema della regolazione emotiva.
  • Sensibilizzare il proprio sentire e diventare più ricettivi ai propri bisogni e a quelli altrui.
  • Sciogliere blocchi emotivi profondi all’origine delle principali difficoltà relazionali e psicosomatiche.
  • Migliorare le facoltà legate alla sintonizzazione affettiva ed empatica che permettono di esprimere una relazionalità e una genitorialità sempre più consapevole.