FamigliaL’ambito familiare è il contesto privilegiato, il “grembo” nel quale il bambino costruisce le “basi portanti” dell’intera architettura neurobiologica.

Importanti apporti provenienti dalla ricerca biologica, psicologica e dalle neuroscienze dimostrano che strutture e funzioni del nostro sistema nervoso si formano a partire dall’esperienza interpersonale. Fin dai primi momenti di vita del neonato è stata rilevata l’importanza della dimensione tattile-sensoriale quale veicolo fondamentale di espressione affettiva nella famiglia e l’incidenza di questa sul bensessere e dello sviluppo evolutivo del bambino e della stessa famiglia. Importanti ricerche in ambito psicologico, etologico e neurobiologico rivelavano già da tempo l’importanza che riveste il contatto tattile quale veicolo dell’affettività, che, specialmente nella prima infanzia, permette il dispiegarsi di importanti processi integrativi che strutturano le basi portanti dell’architettura emotiva e psichica dell’essere umano. Questa fondamentale funzione vitale espressa nel bisogno istintuale di amore, calore e protezione ma anche nel piacere veicolato dal contatto corporeo, rappresenta la condizione primaria del nostro sviluppo armonico, della nostra salute e della nostra pienezza esistenziale. Secondo i principi dell’embriologia una funzione vitale è tanto più importante quanto più precocemente si sviluppa. Sia la pelle che il sistema nervoso si formano dallo stesso foglietto embrionale denominato “ectoderma”. Da questo stesso foglietto embrionale prende infatti forma sia la pelle che il sistema nervoso e ciò permette di comprendere l’innata familiarità che vi è tra questi due organi e che i processi di maturazione che si dispiegano successivamente alla nascita necessitano di un’adeguata stimolazione tattile, come dimostrato da numerosi studi.

Le deformazioni degli impulsi di affinità naturale per i propri simili sviluppatesi a partire dalla repressione imposta da modelli dominanti e discriminatori tipici della nostra civiltà ha portato l’uomo sviluppare modalità di esistenza slegate dai presupposti vitali da sempre al servizio della vita. Distorsioni percettivo-interpretative frutto di una eredità culturale dualista hanno portato l’uomo a staccarsi sempre più dalla sua autentica natura umana, e tale scissione inficia ancora oggi molti campi del sapere e della cultura, strutturano e sublimano modelli competitivi e omologanti tipici della nostra civiltà occidentale. Su quelle stesse tendenze patologiche, denunciate da molti scienziati e pensatori illuminati, spesso ignorati o addirittura messi a tacere, poggiano le attuali forme sociali totalitariste e discriminatorie (Rolando Toro rilevava come già nei libri di storia intrisi di guerre per le dominazioni apprendiamo i termini della nostra cultura e cresciamo senza interrogarci sulla bontà della nostra organizzazione societaria in cui viviamo) all’origine dell’attuale massificazione del male di vivere. 

Al fine della salvezza della specie umana Rolando Toro ha compreso l’importanza di ripristinare le funzioni di contenimento affettivo al fine di trasformare lo stile agonistico e competitivo in uno stile solidaristico e collaborativo.

La rieducazione affettiva che promuove il Sistema Biodanza ripristina le funzioni arcaiche di connessione con la vita e la restaurazione dell’unità psicosomatica – che afferisce alle funzioni di autoregolazione interna, che organizzano e coordinano i sistemi interni dell’organismo.

L’amore per il prossimo, la benevolenza, il rispetto, il comportamento etico, ecc., concetti parecchio inflazionati sul piano morale, appartengono al mondo ideale più che alla dimensione profonda e viscerale del nostro sentire.

Secondo Rolando Toro “la coscienza etica non è una manifestazione intellettuale o delle funzioni logiche; l’affettività è l’intelligenza biocosmica. La coscienza etica ha la sua radice nel modo di strutturare emozionalmente il mondo e nella relazione con gli altri esseri umani. L’apprendimento del linguaggio, della letteratura, della poesia, dell’arte in generale ha una genesi affettiva. Lo studio della struttura affettiva costituisce, a mio modo di vedere, la più urgente e necessaria ricerca nella società di oggi, la cui patologia affettiva è evidente”[1].

La proposta della Biodanza è finalizzata a riedificare gradualmente le strutture portanti del sistema della regolazione emotiva e ad accrescere l’integrazione umana e l’unità psicosomatica, l’espressione dei potenziali umani e le facoltà empatico-relazionali.

[1] Testo tratto dalla dispensa della Scuola Modello di Biodanza – Sistema Rolando Toro “Affettività”