La proposta di Biodanza come sistema di riabilitazione psico-fisica ed esistenziale complementare ai trattamenti terapeutici convenzionali rappresenta una preziosa risorsa per favorire il processo riabilitativo degli utenti dei contesti socio-sanitari e assistenziali come strutture ospedaliere, comunità o centri di riabilitazione e di recupero, enti per la promozione e l’inclusione sociale.
I corsi di Biodanza in questi ambiti permettono di recuperare la motricità e facilitare la comunicazione affettiva, oltre a favorire l’equilibrio intraorganico e a elevare l’umore endogeno.
Da anni in varie regione italiane sono in corso progetti di Biodanza con:
• persone con disabilità e difficoltà sensoriali
• persone affette da Alzheimer
• adulti e adolescenti nella fase di recupero da tossicodipendenze
• persone affette da disturbi mentali
• donne operate di tumore al seno
• persone affette da disturbi alimentari
Altri corsi sono stati attivati alla fine degli anni 90 per operatori sanitari, educatori, fisioterapisti, fisiatri sia in ambiti ospedalieri che di ASL con l’obiettivo di ridurre i livelli di stress degli operatori ripristinando un equilibrio psico-fisico ed emotivo, attivare reti di relazioni professionali affettive e creare occasioni di incontro e condivisione di esperienze. Oltre a recuperare il valore del linguaggio non verbale si stimola il rinnovarsi delle motivazioni e la spontaneità nell’attività professionale.
Educatori e Operatori Sociali e Professionisti Sanitari
La proposta di Biodanza rivolta a operatori sociali e sanitari, educatori e professionisti della relazione di aiuto, hanno lo scopo di promuovere il benessere personale e professionale, e di migliorare le facoltà relazionali e le competenze della vita emotiva, importanti risorse che consentono di lavorare su sé stessi come strumento privilegiato di rimotivazione e prevenzione del burn-out.